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.: SUONA LA TUA CAMPANA :.

Un progetto di educazione ambientale sui rifiuti realizzato da Legambiente con i ragazzi delle scuole medie di Caprarola e Carbognano e con i bambini della scuola elementare di Soriano Chia
anno scolastico 2003-2004

con il contributo di: Ministero dell'Ambiente
Regione Lazio
- Provincia di Viterbo

Invitandoci a realizzare un progetto sui rifiuti, il Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale "Ivo Evangelisti" di Viterbo ci ha costretti ad un'amara riflessione.

In questi anni, migliaia di lavori sono stati realizzati su questo tema, in ogni scuola c'è una campana, un laboratorio di carta riciclata, un cartellone che invita a dividere la plastica dal vetro; per di più l'argomento è oggetto della costante attenzione dei media e appartiene ormai al senso comune dei cittadini; eppure le discariche traboccano, la raccolta differenziata non decolla, gli amministratori pubblici si dibattono in problemi di difficile soluzione, il traffico illecito delle Ecomafie continua a fatturare cifre da capogiro.
E' vero, c'è ancora molto da fare, il lavoro non è finito.

Abbiamo allora recuperato un progetto di alcuni anni fa, analizzato le metodologie di allora, le ingenuità e le velleità di quegli anni ricchi di entusiasmo. Del materiale originario è rimasto ben poco e come nella migliore tradizione del riuso, è nata una cosa nuova e vitale.

Parlare di rifiuti non è semplice; è un argomento, per definizione, dotato di scarso appeal, che evoca categorie mentali e attività quotidiane sgradevoli, da demandare possibilmente ad altri, oppure nel migliore dei casi la parola, "buttare", acquista una valenza positiva solo quando rinnoviamo il guardaroba o ci liberiamo di oggetti obsoleti, pronti a rientrare, rigenerati, nel circuito dei consumi. Da una parte quindi la gratificazione dell'acquisto, dall'altra il disinteresse sui suoi effetti. Una tenaglia dalla quale non si esce appellandosi solo alla responsabilità. Per questo un progetto educativo efficace non può essere solamente prescrittivo, non può solo proporre nuove consapevolezze, sperando di lasciare una traccia che forse produrrà un comportamento virtuoso.

Abbiamo allora cercato di sintonizzarci sull'immaginario dei ragazzi, conquistando la loro attenzione attraverso la fantasia. Nell'epoca in cui i confini tra realtà e finzione sono sempre più labili e i loro domini perfidamente sovrapposti e confusi, abbiamo scelto di utilizzare la finzione per arrivare ad una concretissima e critica lettura della realtà.
Il cinema, i cartoni animati, l'arte contemporanea sono stati rovistati e saccheggiati, per trovare metafore e analogie con quanto ci serviva. E così le marionette di Pasolini, che abbandonate in una discarica scoprono l'esistenza delle nuvole, gli astronauti di Kubrick, ibernati per risparmiare risorse, o il moderno Robinson di "Cast away" che lega i pali della sua zattera con il nastro delle videocassette, sono state altrettante storie esemplari sulla vita che ancora "pulsa" nei rifiuti, sul limite delle risorse, sul riuso dei materiali.

Infine il laboratorio sulla Pop Art e il teatro di burattini. Un lavoro sugli oggetti oltre la loro funzione d'uso, un modo per sperimentare abilità manuali, ma anche per scoprire nuovi punti di vista sulla realtà.

Questo brevemente il percorso di un progetto che non sarebbe stato possibile senza il contributo del Ministero dell'Ambiente, della Regione Lazio e dell'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo, che ringraziamo.

 

 

 

 

 

 

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