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lago. Cessata l'attività eruttiva dell'intero apparato vulcanico di Vico (circa 100.000 anni orsono), le acque che scaturivano da sorgenti sotterranee e le piogge torrenziali riempirono la conca, dando origine al lago. |
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All'inizio, e per molti millenni successivi, questo ebbe un'estensione assai maggiore: possiamo immaginare il livello delle acque che arrivava fino quasi ai bordi del cratere, con la cima del Monte Venere che si ergeva come una penisola nella parte nord orientale della distesa lacustre. Furono poi i Farnese, intorno al 1500, a ripristinare il canale, l' attuale rio Vicano, abbassando ulteriormente il livello del lago di altri tre metri e regolandone le escursioni con una chiusura tuttora esistente. |
| L'abbassamento del livello delle acque lasciò scoperta una notevole estensione di terreni coltivabili, favorendo l'insediamento di piccole comunità di agricoltori e pastori. Oggi il lago si estende per una superficie di circa 12 kmq, dei quali 8.2, ricadenti nel comune dì Caprarola, fanno parte della Riserva Naturale. Ha un perimetro di 18 km, una profondità media di 22.2 m e raggiunge 49.5 m di profondità massima.Tale rimase per molti millenni, fino a quando l'opera umana non iniziò a modificarne l'aspetto. Dapprima gli Etruschi e secoli dopo i Farnese si adoperarono per abbassare il livello del lago. Attraverso un canale sotterraneo, scavato artificialmente, il livello delle acque fu abbassato di circa 20 metri. Se furono realmente gli Etruschi o se invece autori di tale opera siano stati i Romani, non è appurato; certo è che il livello del lago fu abbassato prima della costruzione della strada nota come Cassa Cimina, del periodo imperale. | ![]() |
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Allo scopo di salvaguardare l'ecosistema lacustre nel suo complesso e la potabilità delle acque, sul lago di Vico è vietato l'uso di natanti spinti da motori a scoppio, che inquinerebbero le acque con i loro scarichi. Grazie all'integrità biologica che lo caratterizza, il lago ospita una fauna d'eccezione: le sue acque sono ricche di numerose specie di pesci tra cui il luccio, che può raggiungere notevoli dimensioni, il coregone, la tinca, il persico reale e l'anguilla. Tra i mammiferi acquatici dobbiamo registrare, purtroppo, la scomparsa della ormai rarissima lontra, presente nel lago fino alla metà degli anni 60 e la colonizzazione recente del lago da parte della nutria, un roditore importato dal Sud America e diffusosi allo stato selvatico nell'Italia centrale. Ma l'elemento caratterizzante della fauna del lago sta nella presenza di una ricchissima avifauna acquatica, per la quale la Riserva rappresenta uno dei luoghi di svernamento e di sosta più importanti del Lazio. |
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Durante
il periodo invernale, per circa 5 mesi, la Riserva
offre rifugio a più di 5000 tra folaghe ed anatre selvatiche di varie
specie, tra cui la moretta e il moriglione, le cosiddette anatre
tuffatrici, che vivono dove l'acqua è più alta e si tuffano per alimentarsi
delle alghe che crescono sul fondo del lago. Le anatre di superficie
invece, come il germano reale, l'alzavola , la marzaiola, il codone
, il mestolone e la canapiglia, frequentano le acque basse intorno ai
canneti. Nelle acque aperte del lago, soprattutto nella stagione invernale,
troviamo numerosi il gabbiano reale ed il gabbiano comune. |