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Il
bosco. |
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tutte le coste interne della cinta craterica troviamo fustaie di cerro
di notevoli dimensioni, mentre sul Monte Fogliano e sul Monte Venere
si estendono maestose faggete ora
pure, ora miste al cerro, che annoverano esemplari di centinaia di anni
con tronchi di enormi dimensioni. La presenza
del faggio in questa zona è assai particolare, dato che qui scende a
quote (530 m sul Monte Venere) ben al di sotto del suo limite altitudinale
inferiore nell'Appennino; ciò è dovuto alle condizioni
climatiche locali favorevoli. Per il suo notevole interesse naturalistico
e scientifico la faggeta del Monte Venere è protetta nella sua integrità.
Oltre al cerro ed al faggio i boschi della Riserva ospitano altre specie arboree come lecci, aceri , carpini, ornielli ed olmi. Tra le specie del sottobosco possiamo ricordare l'agrifoglio, protetto dalla L. R. n.61 del '74, che talvolta raggiunge dimensioni arboree, il biancospino, il pungitopo, la daphne laureala, gli anemoni e la scilla bifolia. Una formazione boschiva tutta particolare è costituita dai castagneti da frutto, tipici del comprensorio dei Monti Cimini. Anche se sottoposti all'intervento dell'uomo questi castagneti secolari svolgono la funzione di veri e propri boschi naturali e sono molto importanti per la fauna perché offrono rifugio a numerose specie di uccelli e mammiferi. |
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Molto ricca e di notevole pregio è la fauna che popola i boschi della Riserva Naturale. Anche se gli erbivori selvatici come i caprioli sono da tempo scomparsi, tra i mammiferi troviamo ancora numerose specie di predatori come la martora, la volpe, la faina, la puzzola, la donnola ed il raro gatto selvatico; tassi ed istrici si contendono le tane scavate, generalmente, al riparo di qualche grosso masso vulcanico. |
| A fornire cibo a questa schiera di predatori provvede un piccolo esercito di roditori come ghiri, moscardini, arvicole e topi selvatici e di insettivori, come talpe e toporagni. Anche I'avifauna, naturalmente, è di notevole interesse e diversificata. I boschi della Riserva ospitano la maggior parte degli uccelli boschivi italiani. In particolare bisogna sottolineare la presenza di rapaci come la poiana, lo sparviero, il falco pellegrino, il lanario ed il nibbio bruno. Inoltre troviamo una abbondante popolazione di picchi formata da tre specie - il picchio rosso maggiore, il minore e il picchio verde che trovano alimento nei numerosi alberi secolari e nei tronchi abbattuti al suolo dagli agenti atmosferici. La loro presenza testimonia l'importanza, ai fini della conservazione della fauna boschiva, dei boschi d'alto fusto lasciati alla loro evoluzione naturale, con numerose piante che concludono in loco il proprio ciclo biologico. |
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